Primo Festival della Fessura Bagnata a cura delle Alpiniste Bollenti

Cosa avete capito?! La fessura bagnata è la Fessura per eccellenza, la pluricorteggiata Kosterliz e il bollore delle alpiniste non è altro che la calda, bruciante passione… Per l’arrampicata ovviamente!

Ora che i maliziosi sono stati messi al loro posto, passiamo in rassegna l’evento. Che sarebbe stato imperdibile non era difficile immaginarselo; quanto, come e perché l’abbiamo scoperto durante questo fiammeggiante finesettimana. Partiamo dall’organizzazione. Qualsiasi meteo prevedeva nella migliore delle ipotesi una pioggia costante che avrebbe annacquato la birra e raffreddato gli animi. Nella peggiore, un nubifragio. Mara, Muriel e Giulia, le Alpiniste Bollenti, hanno prevenuto il problema costellando il prato del campeggio “La Peschera” di enormi gazebo che ci avrebbero perlomeno permesso di non inzupparci come trote. Ma la loro efficienza svizzera è andata oltre, scomodando evidentemente l’altissimo e infatti… Il tempo ha retto. Miracolosamente e solo sulle nostre teste, mentre il cielo oltre il Sergent strizzava acqua sulle valli intorno. Perciò non abbiamo avuto scuse che ci impedissero di assaggiare sui denti il più tipico stile Orco Valley. Maledizione. Climber dai più svariati gusti e dalle bizzarre perversioni (arrampicatoriamente parlando naturalmente), ognuno secondo il proprio grado di masochismo, si sono andati a spalmare sulle placche o a incastrare nelle fessure, almeno il tanto per potersi meritare una birra fresca e un boccone caldo. Ed ecco di nuovo l’organizzazione perfetta delle A.B. che ha fatto in modo che nessuno in tutta la serata rimanesse senza un bicchiere pieno e uno spiedino in mano. Lode ai grigliatori, sempre. 

Alpiniste Bollenti

Versante musica e danze. A volte si sottovaluta l’effetto che può avere una maglietta fucsia. Fatto sta che il suolo sotto il sergent è rimbombato per ore sotto i piedi bollenti degli alpinisti, al ritmo di una musica che in maniera straordinariamente  casuale mixava vari decenni di trash. Non ballare era praticamente impossibile. Lode anche alle dj. La notte è andata avanti così, con bacchica sregolatezza, poghi, saltelli e limoni sul prato. D’altra parte era tutto nel programma.

Domenica, prestazione del giorno: uscire dalla tenda. Gruppi decisamente decimati di scalatori hanno ripreso a vagare sotto le pareti, con aspettative decisamente ridotte e sguardo annebbiato. Alcuni pare abbiano fatto dei 6a. Fortunatamente un’ottima scusa a togliersi l’imbrago è arrivata sotto forma di momento culturale. E che momento. Ciliegina sulla torta è stata infatti la presentazione del libro di Morena Nerri e Ivano Messinese che hanno stimolato un interessatissimo pubblico parlando di oggetti del piacere. No, non i friend. La loro opera, “Sex Toys” è infatti un viaggio ironico e divertente alla scoperta di ciò che può rendere più soddisfacente la vita sessuale di single, coppie, monogami, amanti… di tutti insomma. Anche dei climber.

Alpiniste Bollenti
oll

Secondo momento culturale e degna conclusione del weekend, finalmente l’attesissima sfida sotto la Kosterliz, che per l’occasione sarebbe dovuta essere innaffiata d’acqua per resistere all’assalto dei focosi arrampicatori. Ma data l’inspiegabile carenza di tono dei pretendenti si è preferito lasciare la fessura asciutta. Anche così la performance della maggiorparte di noi è stata l’equivalente di un timidissimo petting. Poi uno l’ha salita scalzo e un altro in ciabatte. Ma si sa, così son buoni tutti. Personalmente ho capito che tre crashpad impilati uno sopra l’altro sono un ottimo ausilio alla salita e che forse con sette potrei riuscire ad arrivare in cima. Ma sarà per l’anno prossimo, al prossimo caldissimo raduno.