Rapaci e cascate nella Valnontey

Le guide alpine valdostane diventano paladini del gipeto a Valnontey.

Lo scorso anno la cova di una coppia di questi rapaci non è, purtroppo, andata a buon fine. Quest’autunno gli stessi rapaci hanno scelto un’altra area per nidificare. Guardaparco e guide alpine si sono riuniti per studiare come proteggere la loro privacy:

Bisogna eliminare gli elementi disturbanti, ossia persone che scalano vicino al nido e camminano sui pianori soprastanti, e soprattutto i voli di elicottero.

 Poiché non si possono proibire eventuali voli di elisoccorso, bisogna eliminare il problema alla radice, ossia far sì che non ci siano persone da soccorrere, proibendo l’accesso a determinate cascate»,

Spiega Alessandro Crudo presidente della Società guide alpine di Cogne.

 

Mercoledì  12 dicembre, si sono riuniti a Cogne alcuni rappresentanti del Parco nazionale del Gran Paradiso, e alcune guide alpine.

Erano presenti il direttore del Parco Antonio Mingozzi, l’ispettore del servizio di sorveglianza Stefano Cerise, il veterinario Bruno Bassano e il capo servizio della valle di Cogne Roberto Cristofori. Oltre alle guide alpine di Cogne Alessandro Crudo, Alberto Silvestri e Marco Farina e il vicepresidente dell’Uvgam (Unione Valdostana Guide Alta montagna) Mario Ogliengo.

I vertici del Parco del Gran Paradiso, consci dell’importanza delle cascate per l’economia turistica della Valle di Cogne, hanno pensato di concordare con le guide alpine l’estensione della zona da vietare.

Non si potrà quindi accedere al pianoro sommitale del Money e alle cascate: “L’ago di Money”, “Di fianco alla leggenda”, “Repentance super”, “La volpe e l’uva” (via di dry tooling), “Monday Money”, “Gusto di Scozia” e “Flash estivo”, rispettivamente le numero 9, 10, 11, 11bis, 12, 13 e 14 della guida “Effimeri barbagli” di Matteo Giglio, scelta come riferimento.

 

«Saranno posizionate corde con cartelli informativi per delimitare la zona, oltre a dare ampia diffusione del divieto sui media. Soprattutto vorrei precisare che le guide alpine collaboreranno con il corpo di sorveglianza del Parco, che sarà sempre presente in zona, per fare osservare il divieto di accesso. Chi oltrepasserà le delimitazioni andrà incontro a sanzioni amministrative e al sequestro dell’attrezzatura e per chi fosse sorpreso a disturbare il nido scatterà la denuncia penale. Non è uno scherzo, si fa sul serio!»

Conclude Alessandro Crudo.

Per ulteriori info: www.guidealpine.it