Fittoni tagliati – Avancorpo di Boragni

 

Non siamo mai stati troppo propensi alle polemiche, ma analizzare certi fatti in modo imparziale è veramente difficile. Il weekend dell’11 e 12 maggio abbiamo ricevuto una mail, che potrete leggere integralmente qui sotto, su un fattaccio accaduto nell’Avancorpo di Boragni (SV). Sei tiri sono stati resi impraticabili rimuovendo dei fittoni, i primi due di ogni tiro!

A nostro avviso si tratta di un atto vandalico, puro e semplice. Inutile cercare giustificazioni o motivazioni tirando in ballo l’etica o la sicurezza. Il chiodatore è un essere umano e può sì sbagliare, ma prima di rovinare il gioco a tutti forse sarebbe il caso di confrontarsi con lui e non nascondersi dietro ad un martello. Senza contare che per il divertimento di tutti noi climber chi chioda paga di tasca propria.

Quando si va ad arrampicare si accettano le regole del gioco: la prima protezione è troppo in alto o sono troppo lontane una dall’altra? Molto semplice, si abbasserà il grado per rimanere in sicurezza (per una volta lasciando perdere le foto in pose spettacolari) oppure si cambierà falesia. Chi non è contento è libero di arrampicare in altri posti, senza però rovinare la giornata agli altri climbers.

Questa volta siamo proprio curiosi di sapere la vostra su questo argomento…

Avancorpo di Boragni – 11 maggio

Vi scrivo con sorpresa e con amarezza per la scoperta appena fatta all’Avancorpo di Boragni, che ho personalmente chiodato qualche anno fa. Sabato, in una fosca giornata di umidità e pioggerella, mi ci sono rifugiato per poter fare qualche tiro non-big e divertirmi, tenuto conto delle mie prestazioni amatoriali.

Sono ormai pronto a partire quando, alzando gli occhi, scopro i primi due fittoni tagliati! E non solo su questa linea, ma su altre cinque. Dunque sei tiri che più nessuno può percorrere. Sei azioni vandaliche ai danni di chi ha attrezzato spendendo, su queste rocce, tempo e denaro per il piacere di chi arrampica; sei ottime ragioni per scandalizzare e far arrabbiare le persone perbene. Il perché di questa demenziale performance non è chiaro; personalmente credo si tratti di un atto delinquenziale di qualche scalatore locale che a suo tempo ebbe da ridire sul posizionamento dei primi chiodi in questa falesia. Troppo alti! Poi, intanto che c’era, la sua critica si è inferocita: troppo distanti, troppo pochi, troppo pericolosi e via di questo passo (e, per inciso, chi critica così non porta mai il casco, moschettona dandosi 2 m di corda, assicura con laschi paurosi ecc. ecc.). Vere o no tali osservazioni (e il chiodatore può sbagliare, basterebbe parlargli), il successo di frequentazione (persino eccessiva) registrato da questi tiri la dice lunga sulle opinioni di un paio di decerebrati che vorrebbero le vie fatte e ferrate su misura del proprio personalissimo criterio di sicurezza. E poi penso, se questi cretini non si fermassero qui? Se tutti gli apritori e gli scalatori, a questo punto, dovessero fare i conti con questi deficienti armati di flessibile? Al di là di ogni altra riflessione credo che non sia corretto e non sia giusto ch qualcuno agisca così. Se le caratteristiche di difficoltà piuttosto che di distanza dei chiodi delle vie che a questi imbecilli non garbano risultano note, lascino la scelta di scalarle o meno a chi se la sente e vadano ad aprire i tiri che vogliono e con quanti resinati vogliono. O no?