Giorgio Tomatis ripete Cobra Reale 8c+

Durante questo periodo che vede brillare poco l’arrampicata su roccia, c’è chi riesce a portare a casa ancora grandi risultati. È il caso di Giorgio Tomatis, già intervistato negli scorsi numeri di Spit.

Durante il lockdown Giorgio si è portato a casa Cobra Reale

«Ho scelto questa via perché oltre a essere vicina a casa e in questo periodo direi che è una cosa molto importante; in più la prima parte di cobra mi ha sempre affascinato e avere la possibilità di risalirla provando una via che non avevo ancora chiuso è bellissimo. Durante il lockdown mi sono preparato al meglio che potevo con il piccolo muro che ho in casa e il trave riuscendo così ad arrivare nella perfetta forma fisica per riuscire a chiudere i conti con il mio progetto. La via è l’unione tra due vie ovvero Cobra e Anaconda, la prima parte di cobra è una bellissima canna molto tecnica da scalare per poi arrivare alla fine della canna su una sequenza di buchi e al primo rinvio dopo la canna si deve fare un traverso abbastanza duro arrivando così a collegarsi all’ultima parte di Anaconda ovvero la parte più dura della via dove in cima a quest’ ultima parte dopo un piccolo tetto si trova il passaggio più duro di cobra reale ovvero una chiusura molto lontana su tacche abbastanza piccole. Ho capito che sarei riuscito a chiuderla quando subito prima del lockdown sono caduto lanciando alla presa buona alla fine del passo più duro della via, da lì ho capito che era solo questione di giri e di riuscire ad arrivare un po’ più fresco per fare quell’ultimo salto. Il mio approccio alla via e sempre stato molto positivo perché già fin da subito sapevo che potevo chiuderla e che era solo questione di tempo e di tentativi per meccanizzare bene i movimenti. Certo, si trova sempre li ad Andonno e visto che cobra reale dopo la canna di cobra si collega all’ultima parte di Lapsus ho pensato bene che quello potrebbe essere il mio prossimo progetto».

Le domande a Giorgio sono state fatte da Luca Montanari, mental coach e Guida Alpina, che potete leggere sull’edizione cartacea di Spit.