KATHARINA SAURWEIN DA ATLETA A COACH DEL PARACLIMBING

Articolo ripreso da La Sportiva Climbing Training Magazine

Top 10 del bouldering femminile mondiale, membro della Nazionale Australiana e allenatrice paraclimbing. Questa è Katharina Saurwein.

«Sono cresciuta con i miei genitori che mi hanno sempre amata e supportata, hanno permesso che seguissi i miei sogni. Ho iniziato ad arrampicare all’età di 8 anni e, anche se i miei genitori non sono mai stati entusiasti di vedere i loro figli arrampicare (anche mia sorella ha iniziato alla stessa età), non ci hanno mai frenato. L’unica richiesta è stata di finire la scuola e ottenere una laurea.»

«Ho sempre pensato che sarei diventata un’allenatrice dopo le competizioni, per questo ho seguito i corsi necessari in Austria. Quando mi hanno chiesto di diventarlo veramente ero molto eccitata, ma anche un po’ spaventata»

Gli atleti del paraclpmbing lottano per tirar fuori il meglio dalle loro vite e possiamo imparare una grande lezione da loro.

«Fino a due anni fa ero responsabile solo per me stessa e del mio allenamento. Come coach sei responsabile per altri atleti, devi decidere quale tipo di allenamento sia il migliore per loro e come portarli al massimo. Pero, sapere come si possa sentire un atleta mi ha aiutato molto come coach: come gestire lo stress, i successi e le sconfitte. Provo a insegnare ai miei atleti tutto quello che so e allo stesso tempo imparo molto da loro.»

«Quando ho iniziato ad allenare il team austriaco di Paraclpmbing ho dovuto imparare a conoscere i loro caratteri, la loro personalità, i loro punti di forza e le loro debolezze, le loro storie e i loro handicap. Ho imparato come in molti casi la loro vita sia cambiata in pochi secondi. Mi ha fatto capire quanto la vita cambi velocemente e quanto sono stata sempre fortunata. Da atleta ho avuto qualche infortunio e ho dovuto lottare per tornare in forma, ma ho sempre avuto la possibilità di tornare al punto di partenza. Gli atleti del paraclpmbing non hanno questa possibilità, combatto per ottenere il meglio dalle loro vite e questo ci insegna una grande lezione. Questa è la cosa più importante che ho imparato da loro».