Stefano Carnati su Dreamtime

Pochi giorni fa, martedì 3 dicembre, Stefano Carnati, in copertina sul numero 7 di Spit, ha chiuso uno dei boulder di riferimento per il grado il suo grado: Dreamtime. Liberato nel 2000 da Fred Nicole è il primo blocco al mondo gradato 8c, oggi salito da poco più di venti climbers.

Fred Nicole spiega così l’origine del nome. «Il nome Dreamtime non si riferisce soltanto alla difficoltà della linea, ma anche alla sua bellezza. Eravamo stati in Australia durante l’estate, quindi ho ritenuto che questo nome fosse calzante: per gli Aborigeni “dreamtime” significa una sorta di trance semi-sognante, uno stato tra il sogno e la realtà, o un sogno che diventa realtà. Dreamtime è stato un momento molto speciale per me, un momento di grande rilevanza nella mia vita arrampicatoria».

Dreamtime

Questo il commento di Stefano dopo la realizzazione: «Ci sono delle linee che fanno sognare ogni climber, simboli della storia del boulder e della sua evoluzione. Fra queste Dreamtime ha un posto d’onore. Pur non essendo un boulderista “puro”, ne sono sempre stato attratto ed il desiderio di poterlo realizzare era un vero sogno.

Cresciano non è lontano da casa ed è dunque un luogo dove ogni tanto d’inverno mi piace andare per tentare qualche blocco storico, tornando spesso a casa sconfitto, ma con lo stimo sempre più alto e ancora più competitivo. Per Dreamtime è successo proprio così: qualche tentativo sparso negli anni sulla partenza in piedi, anche quando ancora non avevo un sufficiente livello per poterlo salire e poi quest’anno…

Quest’anno, appena aperta la stagione per i blocchi, la prima visita a Cresciano mi ha confermato che qualcosa era cambiato: riesco a salire la partenza da in piedi e di conseguenza decido di mettere le mani su quella da seduto. Torno un’altra volta, in compagnia sempre di Simo Tentori, anche lui ben motivato e vicino alla realizzazione, per mettere a punto e meccanizzare tutti i passaggi.

Alla fine dei tentativi di questa giornata, mi consola vedere le perfette previsioni della settimana in ingresso che rafforzano ancora di più il mio desiderio di tornare presto. Tre giorni dopo, sono di nuovo lì e, dopo un breve riscaldamento, il sogno si realizza!»

ph. Adriano Carnati – Archivio Ragni della Grignetta