Viola Battistella

 

 

Nel n.11 di Spit abbiamo fatto parlare le immagini, ora vogliamo farvi conoscere un po’ meglio Viola Battistella.

Viola, domanda di rito, quando ha iniziato ad arrampicare e quando sono arrivate le competizioni?

«Ho iniziato ad arrampicare all’età di due anni; per il mio compleanno i miei genitori mi hanno costruito e regalato una piccola parete di arrampicata. Mi è piaciuta talmente tanto che l’ho voluta in camera! Era alta più o meno due metri, e c’erano disegnati Pippo e Pluto, dei quali nel 2006 andavo matta! 

Cominciai ad arrampicare su quella paretina in camera, facendo avanti e indietro per quei due metri colorati; spinta dalla passione di mio papà, iniziai presto a muovere i primi passi sulla roccia: le prime volte al Muzzerone, vicino a casa, ma anche in Sardegna, in Corsica, in Dolomiti… Ovunque si andasse in vacanza, corda e rinvii erano sempre tra le valigie.

Nel 2012, quasi per gioco, cominciai a fare le mie prime gare, nella Macroregione Ovest; l’anno dopo, nel 2013, ho vinto il mio primo Campionato Italiano boulder nell’U12. Quello fu il mio primo vero traguardo, anche se forse a quell’età non mi rendevo veramente conto. 

Quel weekend di fine maggio, a Arco, uno dei miei pensieri era arrivare nelle prime dieci, perché così i miei genitori avrebbero acconsentito a prendermi un gatto; e così, quando ho vinto, uno dei primi pensieri è stato per il cucciolo di gatto che sarei andata a prendere al ritorno; ora quel gatto è con noi, e si chiama Arco.

Da quel momento fu tutto in crescita, anno dopo anno; l’arrampicata prese sempre più spazio, nei miei pensieri e nelle mie giornate; cominciai ad allenarmi con più regolarità, e migliorai fino ad arrivare a vincere cinque titoli italiani: nel 2015 oro nel boulder e nel lead, nel 2016 oro nel lead e nella combinata.

Il 2018 è stato per me uno degli anni più emozionanti; entrata nell’U16, ho iniziato a fare le gare di Coppa Italia; a gennaio sono stata convocata al raduno della Nazionale giovanile; è stata una grande emozione, leggere il mio nome tra l’elenco dei convocati; e così ho ricevuto la maglia azzurra e ho partecipato alle prime gare di lead di Coppa Europa. Gareggiare per la propria nazione è un’esperienza veramente unica, che non dimenticherò mai. E’ una sensazione indescrivibile. 

E’ stato anche molto divertente andare in trasferta con la squadra, condividere il viaggio, le attese, l’ansia della gara con i ragazzi della Nazionale.

L’anno scorso ho partecipato a tre gare di Coppa Europa e al Campionato Europeo, a Imst, classificandomi 17esima nella classifica finale di Coppa Europa.»

Plastica o roccia?

«Sinceramente se dovessi scegliere fra roccia e plastica, non saprei farlo. Preferisco arrampicare sulla plastica durante gli allenamenti e nel periodo pre-gara. Preferisco invece la roccia per giornate più “tranquille” e lontane dalle gare, perché l’arrampicata sulla roccia e sull’artificiale sono davvero molto diverse. 

Sulla roccia mi piace molto arrampicare nella falesia del Muzzerone, molto vicina a casa mia; le sue rocce a picco sul mare mi elettrizzano letteralmente e la brezza marina mi entusiasma un sacco! La prima via importante che ho fatto è stata Mamy on sight, una via storica, un 7b su placca; di recente ho salito Gilgamesh, il mio primo 8a, allo Specchio di Atlantide, che è uno strapiombo sul mare, un ambiente unico e mozzafiato.»

Invece, per quanto riguarda le gare, qual’è la tua disciplina preferita?

«La mia disciplina preferita è la Lead, anche se mi piace moltissimo anche il Boulder. La preferisco perché mi piace arrampicare finchè le mani “non si aprono”, e riuscire ad arrivare in cima; il Boulder invece è esplosivo, un concentrato di forza e preparazione fisica, che è molto difficile per chi ha la mia età; nonostante questo mi diverto tantissimo a lanciarmi tra una presa e l’altra o a fare dei passaggi di concentrazione e equilibrio.

Conciliare la scuola e lo sport non mi ha mai dato dei veri problemi, fino ad ora. Quest’anno però ho cominciato la prima superiore al Liceo Scientifico “A. Pacinotti”, e ovviamente le cose si fanno più difficili; i miei pomeriggi sono quasi sempre un intreccio tra scuola, studio e arrampicata. Per fortuna non faccio troppa fatica a studiare, e riesco a farlo piuttosto velocemente, quindi mi resta un pò di tempo per gli allenamenti. Però più si va avanti più è dura, quindi si vedrà!

Confrontarmi con gli atleti delle altre nazioni mi è piaciuto molto, e mi piacerebbe tantissimo conoscere e allenarmi con gli atleti più forti del mondo, e imparare qualcosa da loro.

Il mio sogno nel cassetto è partecipare alle gare di Coppa del Mondo…e magari essere tra le prime al mondo!»